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Acquista il libro Diritto e COVID-19


L’irruzione di un virus invisibile e oscuro ha avuto un impatto straordinario in tutte le branche ordinamentali. Dal diritto civile al diritto penale, dal diritto amimnistrativo a quello tributario e contabile, passando attraverso il diritto processuale e quello sportivo, senza dimenticare il diritto sovranazionale, nessuna disciplina può dirsi immune agli effetti della pandemia da Covid-19.

Che conseguenze ha portato il Covid-19 nel nostro ordinamento? Il diritto del futuro sarà lo stesso, cambierà o è già in atto il cambiamento?  La frenetica normativa esplosa in questi tempi è solo "diritto dell’urgenza", destinato ad estinguersi con il cessare del momento di crisi o darà lo spunto per una definitiva metamorfosi dell’ordinamento giuridico?

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CAPITOLO 1. Conservazione del rapporto, rideterminazione eteronoma dell'assetto negoziale ed asimmetria giuridica tra le parti, nei contratti sinallagmatici investiti dal contenimento epidemiologico: due torti non fanno una ragione

Roberto Galasso

La recente crisi, generata dall’emergenza epidemiologica, ha proiettato le sue ombre sulla gestione dei rapporti negoziali in essere, imponendo una riflessione al legislatore ed all’interprete e chiamando soprattutto quest’ultimo ad interrogarsi sui tradizionali rimedi manutentivi oltre che sulla portata della norme introdotte in via d’urgenza e sulla relativa compatibilità con i principi generali dell’ordinamento. Il d.l. 17 marzo 2020, n. 18 ha, infatti, profondamente inciso sulla disciplina delle sopravvenienze, per talune tipologie negoziali (quali, ad esempio, i contratti relativi a soggiorni, viaggi, pacchetti turistici o, ancora, a titoli di accesso a spettacoli, a musei o ad altri luoghi della cultura).

Si profila, d’altra parte, il rischio concreto che la necessità di prevenire le ricadute economiche dell’impasse provocato dal contingentamento – anche mediante politiche redistributive - possa determinare conseguenze aberranti in pregiudizio di categorie di contraenti solo apparentemente meno esposte agli effetti della crisi.

D’altra parte, neppure sembrerebbe percorribile - quale possibile declinazione dell’intervento pubblico nell’economia, fortemente condizionato dalla stringente normativa europea in materia di aiuti di Stato e, più in generale, di tutela della concorrenza – l’introduzione di una disciplina delle sopravvenienze che, mediante una peculiare redistribuzione, tra i contraenti, di obblighi e diritti, finisca per pregiudicare proprio la posizione del consumatore, cui pur è ispirato, indirettamente, l’art. 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. In una simile prospettiva, si impone, innanzitutto, un’analisi delle misure ed un confronto con l’istituto della risoluzione e, più in generale, dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione, senza trascurare le connesse esigenze di tutela dell’autonomia privata, anche alla luce del principio costituzionale di libertà nell’iniziativa economica (che pone i contraenti su un piano di tendenziale parità).

Il legislatore sembra, poi, aver inteso offrire tempestivamente risposta alle preoccupate istanze degli operatori economici, contrapponendo alle incertezze connesse alla sorte dei rapporti commerciali (incisi dal contingentamento) la prevedibilità delle decisioni giurisdizionali (relative all’eventuale futuro contenzioso) così rischiando di compromettere il delicato equilibrio tra profilo regolativo della fattispecie e momento interpretativo del negozio. La tenuta costituzionale della normativa in oggetto dovrà, peraltro, essere valutata anche alla luce del principio di irretroattività espresso dall’art. 11 delle Preleggi, non potendosi escludere – nella prospettiva dell’interpretazione costituzionalmente orientata delle relative disposizioni - la necessaria distinzione tra contratti già in essere al momento della loro entrata in vigore  (ed attinti, solo in seguito, dall’evento che abbia reso impossibile la prestazione) e negozi perfezionatisi successivamente.

 

PAROLE CHIAVE: covid-19 turismo commissione pacchetto - risoluzione del contratto - impossibilità sopravvenuta - conservazione del rapporto

Sommario:

1. Premessa. - 2. Misure di contenimento ed esecuzione della prestazione, tra esigenze di conservazione del sinallagma contrattuale e distorsione degli effetti risolutivi della sopravvenienza, nei contratti di soggiorno, di viaggio, aventi ad oggetto un pacchetto turistico o relativi a titoli di accesso a spettacoli, a musei o ad altri luoghi della cultura. - 3. Impossibilità della prestazione, sorte dell’obbligazione e relativa incidenza sull’estinzione e sulla sospensione del vincolo negoziale. - 4. Ripartizione del rischio contrattuale alla luce della legislazione emergenziale, tra fictioiuris, effetti sperequativi e principio di ragionevolezza: alla ricerca di un’interpretazione costituzionalmente orientata della normativa. - NOTE


1. Premessa.

La «crescente complessità delle operazioni economiche e la conseguentemente necessaria proiezione nel tempo dei programmi da realizzare, nonché la portata non più limitata ad ambiti territoriali ristretti delle attività economiche di un certo rilievo, come riflesso del respiro internazionale che ormai caratterizza la pratica degli affari»[1] richiamano all’attenzione il tema della gestione delle sopravvenienze, evidenziando i limiti della
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